space food

Cosa mangiano gli astronauti nello spazio?

Cosa mangiano gli astronauti nello spazio?

razioni kAlla base del cibo degli astronauti ci sono gli studi di Ancel Keys sulle razioni giornaliere dei soldati americani degli anni ’40, chiamate razioni-k.
Il fisiologo statunitense fu incaricato dal governo americano di studiare e sviluppare dei kit giornalieri per i pasti dei giovani soldati in combattimento.
I requisiti fondamentali erano: il facile trasporto, l’alto contenuto energetico e la non deperibilità.
I primi prototipi fornivano circa 3000 kcal giornaliere ed erano a base di barrette di frutta secca, uva passa, biscotti, carne in scatola e bevande in polvere. Successivamente sono state standardizzate a uniche confezioni contenenti colazione-pranzo-cena di circa 2800 kcal al giorno.

Nonostante la praticità delle razioni-K, furono mosse diverse critiche per l’inadeguato apporto calorico e vitaminico e per la monotonia dei menu. Dalle razioni-K originali dei marines americani i pasti sono nettamente cambiati, a favore di pasti pronti e di menu vari.

Infatti, qualche giorno fa, presso Fico Eataly World a Bologna, mi sono imbattuta nella presentazione della rassegna “Libertà di gusto è FICO”, organizzata da Fabio Canino, con ospite David Avino, dell’azienda ingegneristica aerospaziale italiana Argotec, che è responsabile della preparazione e fornitura del cibo (chiamato space food) per gli astronauti europei in orbita.

Questa azienda, con sede in Piemonte, si occupa di ricerca in numerosi settori aerospaziali, di cui il più affascinante secondo me è proprio quello dello space food. Per affrontare la sfida tecnologica di come preparare e mangiare in orbita, è stato sviluppato il progetto “Ready to Lunch”: sviluppo e vendita di prodotti da agricoltura biologica pratici e capaci di sostenere le performance fisiche degli astronauti.

L’obiettivo più importante, dice David Avino, è stato quello di produrre cibo evitando la dispersione e il galleggiamento nel vuoto (dai primi piatti alle bevande stesse). I prodotti sviluppati sono pronti da aprire e mangiare, anche dalla stessa confezione. Rispettano, inoltre, le necessità di chi desidera alimentarsi in modo corretto, variegato, sano ed equilibrato. Questi prodotti hanno una shelf-life (durata di vita) di 18-24 mesi e preservano gusto e proprietà organolettiche dei nutrienti presenti.

Mi è poi capitato di assaggiare uno dei “piatti unici” del marchio ReadytoLunch a base di sorgo, manzo e pomodorini e devo ammettere che sono stata soddisfatta del gusto e della preparazione del pasto (come appena cucinato).
Osservando gli ingredienti e le tabelle nutrizionali, è evidente che alla base c’è una ricerca delle migliori materie prime che completano il piatto, sia in termini di macro che di micronutrienti.
Di seguito alcune foto delle confezioni dei pasti e le relative tabelle nutrizionali.

cibo astronauti

cibo astronauti

cibo astronauti

cibo astronauti
Gli astronauti vengono seguiti a 360° da equipe di professionisti (medici, allenatori, ingegneri, nutrizionisti ecc… ) per far fronte alle difficoltà e ai faticosi esercizi in assenza di gravità. Non è facile, infatti, preservare la tonicità muscolare degli astronauti; per questo si allenano diverse ore al giorno e integrano in maniera corretta, a scopo preventivo.

Il mantenimento di un apparato scheletrico e muscolare dipende dagli stimoli e dalle forze meccaniche gravitazionali che agiscono sul corpo umano; quando queste mancano (si parla di microgravità) i muscoli diminuiscono di volume e vanno incontro a ipotrofia. C’è un maggior invecchiamento anche dell’apparato scheletrico; per questo gli astronauti sono sottoposti a analisi di densitometria ossea prima e dopo il volo.

Per prevenire tali problemi la ricerca nello space food è andata ancora più avanti, con alimenti arricchiti in micronutrienti, per esempio in calcio, come prevenzione del deperimento del tessuto osseo soggetto a invecchiamento più veloce in orbita, soprattutto nelle astronaute donna.

Le aziende ingegneristiche e aerospaziali come quella che ho conosciuto hanno ottenuto numerosi brevetti per le tecnologie utilizzate, poiché spinte da obiettivi sempre più alti (in tutti i sensi!).

Una bella fonte di ispirazione per tutti noi!

 

 

Posted by Francesca in Alimentazione, 0 comments