Obesità: storia e cause

Nel corso della storia evolutiva dell’uomo sono stati selezionati geni con funzioni specifiche per le attività di deposito e mobilizzazione delle riserve energetiche del tessuto adiposo. Ma il nostro modo di nutrirci non è più lo stesso per il quale il tessuto adiposo si è evoluto per far fronte ai periodi di mancanza di cibo; infatti l’abbondanza e l’eccessiva disponibilità di cibo è alla base dell’endemica diffusione dell’obesità.
Secondo la Società Italiana dell’Obesità essa rappresenta una “condizione cronica ad eziopatogenesi complessa, in cui concorrono più fattori, anche contemporaneamente, e intervenire solo su un fattore spesso non è sufficiente; l’approccio non deve essere monodirezionale”.

Diversi studi hanno definito l’obesità come epidemia del terzo millennio definendola globesità e correlandola alla crescita esponenziale delle problematiche di sovrappeso e obesità. Facendo un esempio, si è osservato un raddoppio di eccesso ponderale dal 1980 al 2008.
Dai dati ISTAT in Italia l’obesità sta diventando un importante problema di salute; nel caso delle persone anziane, l’eccesso di peso influisce non tanto sulla mortalità quanto sullo stato funzionale e nel peggioramento dei problemi medici di comorbidità.
In Italia 23 milioni 85 mila persone (il 39,2% della popolazione di 3 anni e più) dichiarano di non praticare sport né attività fisica nel tempo libero con elevate differenze di genere: è sedentario il 43,4% delle donne contro il 34,8% degli uomini.
Nella popolazione di 18 anni:
– 45,9% è in eccesso di peso (35,5% in sovrappeso, 10,4% obeso),
– 51,0% è normopeso
– 3,1% è sottopeso.

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GENETICA E AMBIENTE

Anche se con percentuali basse, esistono diversi geni legati all’aumento del peso, dovuto a diversi polimorfismi. Questi riguardano soprattutto geni che incidono sulla regolazione dell’apporto e della spesa energetica.
Un esempio è il gene FTO che predispone, in soggetti con polimorfismi, ad una programmazione genetica di aumento del peso. Infatti può capitare che quando le strategie psiconutrizionali e l’aumento di spesa energetica con attività fisica non portano a risultati (pazienti no responder), si vada a considerare l’aspetto genetico.
Anche l’ambiente può alterare l’espressione o l’attività di determinati geni implicati nel fenotipo obeso e coinvolti nell’equilibrio del peso corporeo.

AMBIENTE FAMILIARE

Le abitudini alimentari familiari, insieme alla presenza in famiglia di uno o di entrambi i genitori obesi, aumenta la probabilità di sviluppare questa patologia anche nei figli, condizionando il peso del bambino e la permanenza di obesità nell’adulto.
Tale ambiente obesogeno viene spinto ancora di più da sedentarietà, assenza di attività fisica, abitudini scolastiche, ritmi e abitudini lavorative dei genitori, mass-media, pubblicità subliminali, omaggi d’acquisto, marketing o cinema, la cui esposizione a spot tra i 2-6 anni aumenta l’induzione ai consumi.

AMBIENTE INTRAUTERINO E SVILUPPO

In gravidanza c’è una finestra temporale di programming prenatale e neonatale in cui, se non viene controllata l’alimentazione della madre, è maggiore il rischio di sviluppo di obesità o sovrappeso nell’adulto.
Fattori quali obesità, diabete o assunzione di grassi trans nella madre possono alterare la sensibilità all’ormone leptina (che regola il dispendio energetico, il senso di fame, il peso corporeo, lo sviluppo della pubertà ecc…).
La malnutrizione troppo severa in gravidanza predispone a bambini sottopeso alla nascita, ma predisposti a obesità e insulino-resistenza nella crescita.
Un bambino sottopeso alla nascita che ha un’eccessiva velocità di recupero del peso nei primi giorni (incentivata anche con i latti artificiali) può essere predisposto a sovrappeso o obesità in futuro.

 

 

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

  • Functional analysis of seven genes linked to body mass index and adiposity by genome-wide association studies: a review, Speakman JR, Hum Hered. 2013;75(2-4):57-79. doi: 10.1159/000353585
  • Obesity as a disease, Jung RT, Br Med Bull. 1997;53(2):307-21
  • The role of macronutrient intake in reducing the risk of obesity and overweight among carriers of different polymorphisms of FTO gene. A review, Przeliorz-Pyszczek A, Regulska-Ilow B, Rocz Panstw Zakl Hig. 2017;68(1):5-13
  • www.who.int/en
  • www.istat.it/it
  • sio-obesita.org
  • www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed

 

 

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