Dieta mediterranea: il nostro modello

Lo stile di vita odierno è caratterizzato da una grande disponibilità di cibo che a partire dal boom economico dopo gli anni ’50 si è arricchito in proteine, acidi grassi saturi e zuccheri, la maggior parte di derivazione industriale (Junk Food). Più un alimento viene processato, lavorato e raffinato, minore sarà la sua qualità nutrizionale in micronutrienti (vitamine, sali minerali) e maggiore il suo contenuto in sale e conservanti.
Ad oggi lo stile mediterraneo è molto lontano da quello inteso come modello. Esso si basava sulla convivialità, attività fisica, rispetto della stagionalità degli alimenti e sul consumo dei prodotti locali. Adesso viene offuscato da un apparente stato di benessere psicofisico, come osserviamo dall’allungamento della vita media, caratterizzato però da una maggiore predisposizione alle malattie metaboliche o “malattie del benessere” (ad esempio diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari).

Le occasioni di consumare cibo sono aumentate e questa tipologia di “dieta” apporta una grande quantità di calorie, ma con scarso valore nutrizionale, dove i nutrienti non sono presenti in proporzioni soddisfacenti il nostro fabbisogno giornaliero.
A questo si aggiunge una maggiore sedentarietà, dunque una riduzione del dispendio energetico che porta ad uno squilibrio tra le entrate (ciò di cui ci nutriamo) e le uscite (il nostro dispendio). Tutto ciò ha portato a considerare e definire il nostro un mondo obesogeno.

Le nuove acquisizioni scientifiche hanno contribuito a partire dagli anni ’90 alla stesura di uno schema visivo, di impatto e di facile comprensione per promuovere un corretto stile di vita e una dieta sana ed equilibrata per mantenersi in salute: la piramide alimentare della dieta mediterranea.
Nel 2010 la dieta mediterranea è stata riconosciuta come patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO ed è stata definita come “l’insieme di abitudini alimentari dei popoli del bacino del Mediterraneo che si sono consolidate nei secoli e sono rimaste pressoché immutate fino al boom economico degli anni ‘50” (http://en.unesco.org/).

La dieta mediterranea prevede, in particolare, la condivisione e il consumo di cibo, derivanti da un insieme di competenze, conoscenze, riti, tradizioni di colture, raccolta, pesca, zootecnia, conservazione e cucina.
Mangiare insieme è il fondamento della continuità e dell’identità culturale nelle comunità del bacino mediterraneo. Infatti si tratta di un momento di scambio sociale, di comunicazione e di affermazione della famiglia.
La dieta mediterranea sottolinea i valori di ospitalitàdialogo interculturale e creatività, ma soprattutto rispecchia un modo di vita guidato dal rispetto per la diversità, riunendo persone di ogni età e classe sociale.
Inoltre, si salvaguardano le sue tecniche, il rispetto dei ritmi stagionali e degli eventi festivi, trasmettendo questi valori alle nuove generazioni. Durante la pratica quotidiana di scambio e rispetto reciproco i mercati svolgono un ruolo chiave per coltivare e trasmettere questi valori.

Concludendo possiamo dire che la nostra popolazione ha il compito di recuperare e preservare questo prezioso patrimonio mondiale!

 

 

 

BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA

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