Allergia al nichel: cosa c’è da sapere

L’allergia al nichel è la più comune allergia ai metalli. Il nichel costituisce circa il 0.008% della crosta terrestre ed è il 22° elemento più abbondante in natura; si trova in acqua, terreno, aria e in generale in tutta la biosfera (organismi vegetali e animali), in alcune rocce o puro o legato con il ferro, e nell’acciaio a costituire leghe molto resistenti. Per questo motivo infatti l’acciaio costituisce il materiale di costruzione di alcuni food processing equipment, ossia strumentazioni per la produzione alimentare al livello industriale, che vengono anche a contatto con l’alimento stesso.In natura la concentrazione di nichel presente nel terreno dipende da:

-Tipo di terreno, più o meno ricco in metalli (come nichel, cobalto, cromo)
-Uso di pesticidi o fertilizzanti
-Presenza di contaminazioni del terreno da rifiuti o effluenti urbani

Il percorso del nichel procede dal terreno all’acqua, dunque ai vegetali che acquisiscono nichel dall’acqua. Gli organismi animali acquisiscono nichel da piante e altri animali, così come l’uomo. I tessuti vegetali possono contenere fino a 4 volte la concentrazione di nichel rispetto ai tessuti animali, come possiamo vedere illustrato in figura (la sezione in grigio rappresenta la più alta concentrazione di nichel che diminuisce verso l’apice della piramide).

concentrazioni di nichel

Manifestazioni

Gli individui allergici a questo metallo sono in maggior percentuale le donne degli uomini. Una delle possibili spiegazioni può essere dovuta al contatto più frequente con il nichel attraverso materiali di gioielleria. Può manifestarsi con maggiore probabilità anche in bambini con apparecchi ortodontici che sono esposti per lunghi periodi all’ingestione di nichel, anche se a basse concentrazioni, ma in maniera continua.

Questa allergia può dare problemi che perdurano per tutta la vita, quindi di natura cronica e causare dermatiti ed eczema soprattutto al livello delle mani. Le manifestazioni, soprattutto cutanee, dell’allergia possono instaurarsi in seguito a breve contatto con prodotti contenenti il metallo o addirittura dopo diversi anni a contatto con essi, accompagnato da una dermatite in secondo tempo. Alcuni soggetti sviluppano eczema anche dopo diversi anni dalla prima sensibilizzazione. Più rara è invece l’urticaria cronica (che è molto legata alla dieta e al nichel introdotto con essa).
La forma diagnosticabile è l’allergia da contatto, che è anche quella più diffusa e viene rivelata mediante patch test.

Nichel e dieta

Il nichel è molto abbondante nell’intake dietetico giornaliero medio attraverso gli alimenti (una media di 300-600 µg/giorno), per la motivazione che abbiamo spiegato inizialmente. Da dati osservazionali si è visto che la dermatite da allergia al nichel può essere tenuta sotto controllo o può migliorare con una dieta a bassa concentrazione di nichel, con la somministrazione orale di chelanti il metallo (disulfiram).

Molti studi dimostrano che una dieta a basso contenuto di nichel sia utile per migliorare la sintomatologia di questa allergia. Migliori risultati sono stati ottenuti con la combinazione della dieta a basso contenuto di nichel insieme alla mancanza di contatto con materiali a base nichel.

La dieta a basso contenuto (o a esclusione) di nichel certamente presenta difficoltà da parte del paziente allergico, per l’esclusione di gran parte delle categorie alimentari. L’ideale in questa situazione sarebbe di non eccedere oltre 150 µg di nichel/giorno.
Tale dieta di esclusione viene suggerita per un periodo che varia in base alla gravità della sintomatologia e alla suscettibilità individuale, per poi valutare l’impatto e l’efficacia di questa strategia.
Tuttavia, rimane difficoltoso determinare quantitativamente il nichel negli alimenti, poiché dipende da numerosi fattori ambientali: composizione dei materiali e tipologia di  utensili della cucina, fertilizzanti, composizione del suolo, oltre che dalla variabilità individuale nell’assorbimento del metallo. Di certo, si dovrebbero eliminare gli alimenti ad alta concentrazione di nichel o che peggiorano i sintomi dermatologici, come i seguenti.

Alimenti da escludere (alta concentrazione)

nichel tools

-cibi acidi (cucinati in utensili di acciaio inox)
-cibi in scatola
-aringhe, frutti di mare -grassi, margarina
-farine integrali
-lievito chimico
-cacao, cioccolato
-ananas, fragole, lamponi
-frutta secca (arachidi, mandorle, nocciole, noci)
-frutta essiccata, gelatine, liquirizia
-cibi di origine vegetale: pomodori, spinaci, rape, cavolo, porro, cipolla, asparagi, fagioli, lenticchie, piselli, soia e proteine della soia in polvere
-integratori vitaminici
-tè

Alimenti permessialimenti nichel free

-carne (compreso pollame)
-pesce (eccetto per aringhe e frutti di mare)
-uova
-latte e latticini
-riso bianco
-pasta
-cereali raffinati, senza germe di grano
-cibi di origine vegetale: ceci, cavolfiore, broccoli, cavolo, patate, carote, barbabietole, aneto, melanzane, zucchine, cetriolo, funghi, prezzemolo
-far scorrere per qualche secondo l’acqua del rubinetto se usata per cucinare o per bere
-agrumi

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

  • Dietary exposure estimates of 30 elements from the UK Total Diet Study. Ysart G, Miller P, Crews H, Robb P, Baxter M, De L’Argy C, et al. Food Addit Contam. 1999;16:391–403
  • Low Nickel Diet: A Patient-Centered Review. Bergman D, Goldenberg A, Rundle C, Jacob SE (2016). J Clin Exp Dermatol Res 7:355. doi: 10.4172/2155-9554.1000355
  • Low Nickel Diet in Dermatology. Ashimav D Sharma. Indian J Dermatol. 2013 May-Jun; 58(3): 240. doi: 10.4103/0019-5154.110846
  • Nickel sensitization and dietary nickel are a substantial cause of symptoms provocation in patients with chronic allergic-like dermatitis syndromes Andrea Antico, M.D.,1 and Roberto Soana, M.D.2. Allergy Rhinol 6:e56 –e63, 2015; doi: 10.2500/ar.2015.6.0109
  • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/
Spread the words

Lascia un commento